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IL ROSMARINO

Il Rosmarino (Rosmarinus officinalis) è originario dell’Europa, Asia e Africa, ma cresce spontaneo nell’area mediterranea, nelle zone litoranee, e  sui dirupi sassosi e assolati dell’entroterra, dal livello del mare fino alla zona collinare.

Pianta tenace e resistente, così forte da abitare indomito ambienti aridi e assolati, scogli battuti dal vento e dal sole,  sopportando spesso la salsedine del mare,  siccità ed estremo calore. Le sue foglioline aghiformi raccontano la sua  strategia di sopravvivenza, adatta a risparmiare al massimo la perdita dell’acqua resistendo ai disagi dei climi secchi e assolati. L’aroma che emana aiuta a comprendere ancora meglio il suo carattere , forte, vigoroso, tenace e intenso. Quando si copre dei suoi fiori dal colore del cielo prima di un temporale, compare un ulteriore aspetto di questa pianta, etereo, delicato, elegante e quasi spirituale

 

Il suo uso come erba medicinale risale ad epoche antiche, e già Greci ed Egizi ne apprezzavano le virtù e da sempre lo consideravano sacro.  Durante il Medioevo, invece, il rosmarino aveva fama di erba prodigiosa per la salute, particolarmente sacra e propiziatoria, tanto che  Carlo Magno emanò un editto, in cui obbligava i cittadini del Sacro Romano Impero a coltivarne una pianta in ogni orto.

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Attualmente il rosmarino è presente in tutte le cucine, e se non abbiamo la fortuna di averlo in giardino o in vaso, di certo è nei vasetti delle spezie usate per insaporire e rendere più appetitosi i nostri piatti. Delle sua ricchezza di proprietà officinali ormai è rimasta traccia solo nel suo uso come spezia alimentare. Tutti sappiamo quanto diventino appetitose le patate al forno quando aggiungiamo qualche foglia di rosmarino, come pure gli arrosti o le schiacciate e pizze. Il suo uso in cucina, oltre ad arrotondare e dare senso a tanti piatti , li rende digeribili e diminuisce l’insorgere di eventuali gonfiori. Inoltre anche annusando solo il suo profumo si stimolano i succhi gastrici, favorendo l’insorgere di un senso di appetito.

Tra le proprietà del rosmarino infatti spicca la capacità di stimolare l’attività digestiva e il lavoro fegato e della vescicola biliare rendendo più digeribili i grassi e contribuendo ad abbassare il colesterolo nel sangue. Ci viene in aiuto anche quando siamo in preda alla sonnolenza post prandiale, spesso dovuta ad un fegato stanco e appesantito. Grazie alla sua attività a livello epatico e all’insieme dei principi attivi che formano il suo ricco fitocomplesso , il rosmarino esplica una generale attività tonica e stimolante, di cui beneficiamo sia assumendolo in infuso, sia fatto macerare in acqua fredda  per circa 30 minuti, o ancora assunto in gocce come tintura madre o come macerato glicerico delle gemme o infine semplicemente diffuso nell’aria che respiriamo come olio essenziale. In tutti i modi, fra tanti effetti che induce , spicca la sua capacità tonificante, stimolante a livello generale, e in particolar modo mentale. Ci viene in aiuto quindi quando ci sentiamo stanchi, quando facciamo fatica a concentrarci e a studiare, quando siamo assonnati ed esauriti.

Ma la generosità di questa pianta si esplica ancora grazie alle sue proprietà antibatteriche, antibiotiche e balsamiche dovute all’ olio essenziale. Per questo possiamo assumere il rosmarino anche in caso di malattie da raffreddamento e nelle  affezioni alle vie respiratorie. In questo caso possiamo curarci con un infuso delle sue foglie o ancora inalando il suo olio essenziale , diffuso in ambiente o in fumigazioni. Il calore raccolto e immagazzinato dal rosmarino nel suo ambiente di crescita naturale lo ritroviamo nelle sue parti eteriche e ci viene in aiuto sciogliendo muchi ostinati in sinusiti, catarri e raffreddori;  lo stesso calore, caldo e secco della pianta, potrà anche aiutarci a sciogliere contratture muscolari e dolori articolari: in questo caso possiamo preparare un olio da massaggio in cui sciogliamo qualche goccia di rosmarino, o, ancor meglio, un oleolito di rosmarino ottenuto facendo macerare la pianta in olio extravergine d’oliva o in olio di sesamo.

Ben conosceva queste virtù la Regina di Ungheria, che visse verso la fine del 1300. La Regina infatti, ormai anziana e malata, impiegò quest’acqua come tonico e ricostituente e  ne trasse talmente beneficio da essere chiesta sposa da un re venticinquenne., Lei stessa così scrisse:
“Io, Elisabetta, regina dell’Ungheria, essendo molto inferma e colpita dalla gotta durante il settantaduesimo anno di età, ho usato per un anno questa ricetta datami da un vecchio eremita che non avevo mai visto prima né più da allora. Non solo sono guarita, ma ha recuperato la mia forza e salute ed era così manifesto a tutti che il re di Polonia mi ha chiesto in sposa, lui che è un vedovo ed io una vedova. Io ho tuttavia rifiutato per amore del mio signore Gesù Cristo, dai cui angeli credo di aver ricevuto il rimedio. La ricetta è la seguente: Acqua distillata quattro volte, tre parti, le parti superiori e fiori di rosmarino, due  parti. Unire in un vaso, lasciar bollire a fuoco delicato per cinquanta ore e poi distillarlo in un alambicco. Prendere un sorso del preparato alla mattina ogni settimana, nei cibi e nelle bevande, ed ogni mattina lavare con esso la faccia ed il membro malato”.

Il rosmarino può davvero essere impiegato in tanti modi: i suoi fiori dall’aroma balsamico e dolce possono essere raccolti, essiccati e uniti allo zucchero o al sale; particolarmente piacevole è il miele di acacia a cui aggiungiamo i fiori freschi di rosmarino; una volta fatto riposare per circa 3 settimane, lo si usa per aromatizzare tisane e piatti vari, o preso a cucchiaini, per le proprietà antibiotiche e curative in caso di problemi respiratori.  Gli stessi fiori possono essere messi a macerare per circa 3 settimane in aceto di mele: una volta filtrati conferiscono un piacevole aroma all’aceto, adatto non solo per aromatizzare le nostre pietanze, ma anche come tonico per pelli grasse.

L’oleolito al rosmarino  è un altro rimedio che porterà beneficio quando siamo rigidi, stanchi, dopo sforzo fisico o contratture e in caso di dolori reumatici ed articolari. In questo caso raccogliamo le cime di rosmarino, meglio se in una giornata calda e assolata. Una volte mondate da eventuali parte vecchie e da insetti, senza lavarle, le pestiamo nel mortaio per poi metterle in un barattolo di vetro fino a riempirne un 20% in volume; copriamo poi con un buon olio extravergine di oliva fino raggiugere ¾ del volume del barattolo. Chiudiamo , rivestiamo il barattolo con carta di alluminio, e agitiamo il barattolo più volte per favorire l’estrazione dei principi attivi. Quindi mettiamo il barattolo al sole e lo lasciamo per circa un mese, avendo cura ogni giorno di aprirlo e di asciugare l’eventuale umidità che si forma all’interno, e una volta richiuso, lo agitiamo bene . Terminata la macerazione, filtriamo e imbottigliamo. Se l’oleolito è stato ben fatto, avrà un piacevole aroma di rosmarino e un colore tendente al verde oliva. Oltre che impiegarlo per massaggi  lo potremo anche usare in cucina per aromatizzare i nostri piatti.

Il rosmarino è’ una pianta facile da coltivare perché non ha particolari esigenze: ha bisogno di sole e di essere riparato dai venti freddi e dalle gelate (nelle campagne infatti viene sempre messo vicino ai muri delle case, avendo cura di esporlo a Sud e di ripararlo a Nord). Non necessita di essere annaffiato (anzi a volte si ammala di micosi a seguito di annaffiature troppo premurose), a meno che non sia in vaso e allora ogni tanto bisogna incrementare le riserve d’acqua.

A volte capita di trovare, specialmente nei vivai , rosmarini con differenti aromi,: si tratta di chemotipi differenti, cioè di varietà di rosmarino caratterizzate da una composizione diversa dei principi attivi che compongono il fitocomplesso. A seconda della composizione possono essere :  canfora caratterizzato da una predominanza canforata, cineolo dalle note balsamiche e verbenone dall’aroma fresco e mentato.

 

 

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