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Benvenuti al primo
numero del nostro giornalino... sarà uno spazio dedicato ai Vostri
pensieri, a tutte le frasi, gli articoli, le dediche, che fino ad ora
ci avete scritto o che sono apparsi su periodici, giornali, etc. Cosa aspettate allora?!? Siamo in attesa di ogni Vostro pensiero!!! |
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e nel frattempo le nostre iniziative continuano!!
Chi è stato da noi sono sicura capirà cosa significhi per noi...non c'è più il nostro magico capanno, dove appena entravi eri riempito dai profumi intensi e vivi delle erbe, dove tanti bambini hanno lavorato assieme a noi le generose piante, dove in tanti abbiamo trasformato erbe e fiori in preparati speciali, ...il nostro laboratorio, il cuore di Pimpinella, nutrito dalle piante e dalle nostre preparazioni ma soprattutto da tutti quelli che hanno assorbito la sua straordinaria e magica Energia. Grazie a tutti per averci accompagnato fino ad ora, Laura e i meravigliosi amici del Giardino di Pimpinella. |
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| Mi ci ha portato mia figlia
Sophie. Norbert (lettera sul giornalino di Luglio di Marzabotto) |
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| Gentile
Laura, Luana (e-mail) |
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Erboristeria domani... cliccate sul riferimento per effettuare il download del file PDF di uno spazio che Marco Angarano ci ha dedicato
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| Ciao a tutti! VOLEVO SOLO
RINGRAZIARVI per avere pubblicato il corso della Fattoria Didattica
"IL GIARDINO DI PIMPINELLA" che si è tenuto il 26 marzo
a Bologna. Molto molto gentile Fiorenzo, proprietario che è venuto
a prendermi alla stazione di Marzabotto, per accompagnarmi in questo
bel casolare dove Laura, la proprietaria, mi ha accolto con una tonificante
tisana al rosmarino e salvia e una fettina di ciambella... Il tempo
delle presentazioni e si parte per il giro, tra le montagne di Sasso
Marconi alla ricerca di piante officinali tutte illustrate molto perfettamente
da Laura, in una calda giornata di marzo. Si ritorna poi a casa a preparare
il pranzo con parte delle erbe raccolte con la mitica cuoca Patty che
oltre a spiegare dettagliatamente le ricette ci ha coinvolto in prima
persona ad impastare con le mani i saporiti arancini di riso con il
tarassaco, un buon risotto con il crespino, tagliatelle fresche emiliane
con violette e primule ed infine la classica mattonella di fior di latte
con crem caramel ... da leccarsi i baffi!!! Jessica da Milano (APPUNTALAPIS, supplemento fatto di elettroni al mensile Tra Terra e Cielo, fatto di carta) |
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Cliccate sul link per leggere un carinissimo articolo pubblicato sul sito web www.grazie.it ... cosa potremmo dire se non... GRAZIE!!! |
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Cliccate sul link
per leggere Prato di calendule e anemoni -
Memorie di un seminario sulle erbe depurative di Primavera! |
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| Tanti auguri a te meravigliosa alchimista ,a tutta la tua bella famiglia, all'armonia della tua casa e le fresche bontà che la terra produce. Con le lacrime agli occhi ho staccato fiori d'acacia e sambuco dalle piante tra il Giardino di Pimpinella e l'autostrada che mi riportava a Milano, ne ho fatto liquori per berli fino a voler dimenticare uno dei giorni piùbelli della mia vita. Non ci sono riuscita, sei indimenticabile! Un forte abbraccio Barbara (appassionata di cucina con i fiori) |
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| Carissima Laura, ti mando gli auguri più cari, veramente col cuore. Appena riuscirò verrò a trovarti. Cercherò tra i rami infredodliti del bosco,fra le goccoline luccicnati di rugiada. Il tuo cappello colmo di sorprese e tanti campanelli mi guideranno fino a te. Un bacio e un abbraccio, Lorenza |
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| 25 ottobre 2008 Il giardino di Pimpinella C’è questo borgo che si chiama Luminasio.
Per saperne di più sulla fattoria didattica di Pimpinella, cliccate qui.
A sentire il nome mi viene da pensare a un angolo di paradiso, un luogo sopra le nubi dove si domina il mondo. Non è proprio così. E’ una contrada tra boschi e cime puntute di Appennino. E la luce evocata dal nome si perde in riverberi autunnali, grigio perla screziato da colori accesi, nuvole sfrangiate che si rincorrono. Eppure è davvero un angolo di paradiso. Un paradiso pagano, però. Un altro-mondo dove vigono regole appartate, dove lo spirito umano si piega al culto della natura, la religione rivelata è quella della corteccia del castagno, del ginepro, dell’olivo solitario. A Luminasio c’è il giardino di Pimpinella. E Pimpinella è una fata dei boschi. La sua casa si affaccia su un vallone, alle spalle il bosco le fa da guardiano. Intorno alla casa sonnecchiano i gatti. Da essa si dipanano sentieri che diramano i loro tracciati tra gli alberi, verso mete segrete. Immagino che a percorrerli ci sia da incontrare il Piccolo Popolo delle tradizioni celtiche. O da assistere a rituali Wicca. A Luminasio si arriva lasciando la Porrettana all’altezza di Marzabotto. Curve strette e ripide che si avvitano. La luce che si fa limpida. In città l’autunno è incerto, sbiadito come un dipinto appena abbozzato sulla tela. Ma qui scopro la tana segreta della stagione che incombe: l’atelier dove fa le prove generali del suo spettacolo prima di irrompere a valle con tutta la sua compagnia di saltimbanchi. Gli alberi hanno parrucche giallo oro e color vinaccia. L’aria profuma di foglie fradice e funghi. Un vento sottile scompiglia i capelli, apre i giubbotti. Pimpinella accoglie un gruppo di cittadini stupiti. Li raduna nel suo giardino, li guida lungo i sentieri degli gnomi. E’ vestita come un elfo, il cappello a punta e le scarpe di cuoio, il volto sottile che sorride a tutti, gli occhi che s’ingrandiscono davanti ai bambini. E' una specie di pifferaia magica, che tuttavia non usa il flauto per farsi seguire dalla folla ma un mastello che risuona come una campana: vi striscia intorno il piccolo batacchio e una nota prolungata si aggiunge al vento. Quando lo fa, restiamo tutti in silenzio. I bambini osservano a bocca aperta. Giungiamo in mezzo a un castagneto. Le piante sono giovani ma prodighe, tra i nostri piedi i ricci abbondano e i bambini si mettono a raccogliere i frutti. Normale magia di stagione, penso, che si aggiunge a prodigi più misteriosi: come le strane gocce vetrose che spuntano dalla terra. Le lacrime degli gnomi, spiega Pimpinella. Gli amici della fata hanno preparato le vivande. Tavolacci colmi di vassoi con bruschette al battuto di erbe e aglio, zucca arrostita, piatti di polenta, fagioli, creme al formaggio. La giornata vira verso nuove forme di stimolazione sensoriale: non solo immagini e suoni, dunque, ma profumi, gusto, sapori d’autunno. Dalle padelle delle caldarroste si leva il fumo odoroso che invade la radura. Alle magie di Pimpinella si unisce quella di Antonio, che invita i bambini ad aiutarlo a costruire una capanna. Penso di non aver capito bene, o forse Antonio sta scherzando. Ma tempo dieci minuti e scopro un’altra delle sue innumerevoli attitudini: quella di improvvisato costruttore. Si procura lunghi rami, tira fuori un coltellaccio dallo zaino, rompe, sega, annoda spaghi. I piccoli assistenti lo seguono attenti, in qualche modo assecondano il suo lavoro, alcuni di loro si danno di gomito orgogliosi. Infine, la capanna appare davvero. Una tettoia ad altezza bambino, coperta di foglie, dove tutti si radunano a turno scattando fotografie. Poi i bambini iniziano a scandire ‘Pimpi-ne-llà! Pimpi-ne-llà!”. E la fata arriva a balzelli, accovacciandosi tra loro. Io assisto a tutto questo con la mia macchina fotografica. Non mi sento del tutto parte del quadro, per rispetto, per quella sana estraneità che ogni uomo di città dovrebbe nutrire verso la Natura, utile a contemplarla senza il rischio di comprometterla. Nell’osservare la felicità dei bambini, sento però un’intensa nostalgia. Vorrei avere la loro credulità, vorrei avere un amico mago. E vorrei occhi vergini e stupiti come quelli che osservano con avidità gli incantesimi della fata del bosco. Invece mi tocca fare da testimone, chiedendomi se il dio Pan mi ritiene ancora degno di entrare in casa sua. Da sito "Storie dal Club - Il blook di Stefano Santarsiere" |
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