La Fumaria (Fumaria officinalis)

La pianta dei centenari

Datalunedì 13 aprile 2020

Oggi ho raccolto la fumaria. Era già da un po' di giorni che mi chiamava, durante le mie passeggiate, coi suoi piccoli fiori viola purpurei. I suoi densi tappeti color del fumo abbarbicati lungo i muretti a secco lungo le stradine medievali, nelle posizioni assolate, era come se mi guardassero tentandomi come le Sirene di Ulisse. Leggera come una nuvola di fumo o come delicati merletti delle nonne di altri tempi, sembra quasi evanescente, un ectoplasma di pianta! La fumaria è sempre stata una pianta trabocchetto per gli studenti di botanica, perché appartiene alla famiglia del Papavero (Papaveracee), ma con caratteristiche morfologiche che si discostano da quelle del papavero e di altri generi simili. E’ un’erba annua con una radice fittonante da cui si dipartono a primavera i fusti prostrati e ramificati, al tatto croccanti perchè ricchi d’acqua che facilmente possono essere piegati e danneggiati. Ha foglie alterne, pluripennate a formare sottili lembi grigio cerulei. Le infiorescenze sono a racemo e portano dei piccoli fiori rosa-violacei con 4 petali di cui i due più interni sono oblunghi e l’esterno superiore porta uno sperone. Cresce nei campi e negli incolti, ai bordi di strade e sentieri, nelle crepe dei muretti, predilige terreno sciolto.

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Usata fin dall’antichità e in molte parti del mondo, tanto da essere spesso considerata come la pianta che aiuta a diventare “centenari”. Nelle tradizioni antiche, secondo la Medicina Tradizionale Mediterranea è Calda e Secca, acre e amara e come tale tonifica le viscere, compatta i tessuti e ripulisce il sangue ed è febbrifuga. Dioscoride ne parla per la sua azione sulla secrezione biliare, oltre che come rimedio tonico e depurativo. Galeno dice che è una pianta capace di eliminare gli umori tossici, di rinforzare il fegato e confortare lo stomaco. Mesuè, medico arabo del VIII sec. e il Mattioli, annoverano la fumaria tra le medicine solutive benedette. Nel Medioevo era impiegata sotto forma di succo della pianta fresca per trattare eczemi e problemi dermatologici, oltre come lassativo e diuretico. Culpeper la indica come pianta saturnina, adatta a curare le malattie della pelle. Leclerc sottolinea la variabilità dell’effetto della pianta in relazione alla durata e alla posologia: usata per periodi non superiori a 20 giorni è tonificante, ma per periodi prolungati potrebbe avere un effetto similmorfinico. Nelle tradizioni erboristiche turche si fa uso della Fumaria per pulire il sangue e come antiallergico. Pianta così conosciuta ai tempi della Francia Repubblicana, tanto che c’era un giorno del calendario a lei dedicato, il 3 marzo.

La fumaria si raccoglie in questo periodo e si raccolgono i fusti fioriti. Puoi usarli così freschi in infuso, che si tinge immediatamente di un bel color giallo intenso, oppure farli essiccare per usarli durante l’anno sempre per infusi e tisane. L’infuso è al 2-5% e si assume prima dei pasti. In alternativa puoi fare la tintura madre coprendo la pianta , dapprima pestata col mortaio, con pari quantità di acqua e alcool a 95° e lasciandola riposare in un barattolo ben chiuso, lontano da calore e luce diretta, per circa 30 giorni; una volta filtrata la si prende in gocce lontano dai pasti.

Contiene: alcaloidi (fumarina e protopina), alla quale sono ascritte proprietà antinfiammatorie ed antiaritmiche; glicosidi flavonici; acidi organici (acido fumarico), mucillagini e sali minerali (potassio). Ha comprovata attività: regolatrice del flusso biliare, depurativa (dermatosi, eczemi), stimolante delle secrezioni dell’apparato digerente, stomachica, lassativa, diuretica, spasmolitica, coleretica, epatoprotettrice, antispastica; utile in caso di congestione epatica, ritenzione idrica, eccitazione e insonnia, spasmi gastrici e biliari, digestioni difficili, stitichezza, pesantezza postprandiale, meteorismo, emicrania.

Il suo principale impiego approvato dalla scienza ufficiale è nella gestione dei disturbi del tratto epatobiliare, specie per le coliche che colpiscono la cistifellea e il sistema biliare, insieme al tratto gastrointestinale. Molte volte risolve le emicranie dovute a problemi biliari e non solo. Grazie alle attività epatoprotettive, anfocoleretiche e antispastiche sui dotti biliari che la fumaria esercita, il suo utilizzo ha ottenuto l'approvazione ufficiale per il trattamento di affezioni epatobiliari di diversa natura. Per il trattamento di questi disturbi, la pianta dev'essere assunta internamente, con una dose giornaliera abitualmente consigliata di circa 6 grammi di pianta secca.

Inoltre viene impiegata per il trattamento della psoriasi grazie alla presenza degli esteri dell'acido fumarico.

Non ci sono controindicazioni o documentazioni di effetti collaterali.

Consigli per l’uso:

Per depurare l’organismo, aumentare la secrezione biliare, curare i disturbi intestinali e gastrite da stress, emicrania….: tintura madre di Fumaria officinalis nella dose di 15 gocce 2 volte al giorno, da assumere per un mese; oppure infuso; 2-3 tazze al giorno, prima dei pasti, per 10-15 giorni al mese.

Contro dermatosi, eczema, orticaria: uso esterno, detergere mattina e sera, senza frizionare con infuso di fumaria preparato lasciando 45 g di pianta fresca intera in un litro di acqua bollente per 15 minuti e inoltre bere 2 tazze al giorno di infuso di fumaria.

P.S. Queste informazioni sull'uso delle erbe non vanno intese come sostituti della consultazione con il proprio medico o altro operatore sanitario. Quanto scritto non copre tutti i possibili usi, azioni, precauzioni, effetti collaterali o interazioni delle erbe trattate. L’autrice non è responsabile per eventuali effetti avversi o conseguenze derivanti dall'uso delle informazioni riportate. Se stai assumendo altri farmaci/droghe o sei incinta o stai allattando o hai una condizione medica diagnosticata, consulta il tuo medico prima di assumere qualsiasi erba.

La fumaria è impiegata anche come farmaco omeopatico, sotto forma dii granuli o gocce orali, utilizzata in caso di eczemi cronici causati da disturbi epatobiliari e in caso di psoriasi.

La dose di rimedio omeopatico da assumersi può variare fra un individuo

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